Copertina di Una cosa venuta male

UCVM Video musicale originale

Take
the rain

Video Stagione 1 Episodio I

«Prendi la pioggia, prendila nelle mani.» Una confessione rivolta a Laura, nell’ultima replica: non la paura di morire, ma quella di non poter chiedere ancora perché.

Ora in visione

Take the Rain

Soggetto originale, testi e montaggio video di Luigi Fulignot
Musica by Suno AI a partire da un'idea originale di Luigi Fulignot
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«Stasera è l’ultima replica, Laura, e non ho paura di morire.»

Take the Rain attraversa fede, amore e resa dei conti. La pioggia diventa qualcosa da prendere con le mani anche quando fa male; le cicatrici restano invisibili e il protagonista rivendica il diritto di scrivere da sé la propria fine.

Original lyrics

Take the Rain

Now hold your breath
Stay still, don’t move
Do you feel it, love?
The smell of the rain?

It isn’t Pan, no
that flute in the trees
no God gets his hands this dirty
no God kneels this low

God is a choice, Laura
not some tale they spun
he sits still in every fist
in every eye, in everyone

I see you clear, I see you bright,
though my eyes have long gone dim
I’m missing the faces, missing the pieces
of a puzzle I could never win

Quick little joys, torn loose and lost
takeaway love, a freezing van
that’s all that’s left of me, my girl
that’s all that’s left of me

So take the rain, take it in your hands
it hurts, don’t it, darling, take it anyway
Tonight’s the last show, Laura
and I’m not afraid to die
I’m afraid of never asking you again
never asking why

Rain in the hands, rain in the hands,
give me your hand, though it’s dirty
give it just the same
you brought me to my knees, girl
Don’t leave me here
a hair’s breath from the flame

[spoken words]
There's a letter somewhere
with an old premonition
a gipsy with her hai grow long
smoke and sage beneath it
her last word was I love you
Like the end. Because it was.
[end spoken words]

Now breathe out, love
When will you stop killing me?
Tomorrow, that’s when
Everything is, or is becoming
till it stops trying

Draw the card now
though it’s too late
My scars don’t show
they never did

This is my play
and no one else can write it

Versione italiana

Pioggia nelle mani

Ora trattieni il fiato
Stai ferma, non muoverti
Lo senti, amore?
L’odore della pioggia?

Non è Pan, no
quel flauto fra gli alberi
Nessun dio si sporca così le mani
nessun dio si abbassa fin quaggiù

Dio è una scelta, Laura
non una favola che ci hanno cucito addosso
nascosto fra le braccia
in ogni occhio, dentro di noi

Ti vedo nitida, ti vedo lucente
anche se i miei occhi si sono spenti da un pezzo
Mi mancano i volti, mi mancano i pezzi
di quel gioco che non ho mai saputo finire

Gioie effimere, strappate e perdute
amori d’asporto, viaggiare nel gelo
è tutto quello che resta di me, tesoro
tutto quello che resta di me

Prendi la pioggia, prendila nelle mani
Fa male, vero, tesoro? Prendila lo stesso
Stasera è l’ultima replica, Laura
e non ho paura di morire
ho paura di non chiederti più
di non chiederti perché

Pioggia nelle mani, pioggia nelle mani
Dammi la tua mano, anche se è sporca
dammela lo stesso
Mi hai messo in ginocchio, ragazza
ora non lasciarmi qui
a un soffio dalla fine

[parlato]
C'è una lettera da qualche parte
con un vecchio presentimento
una zingara con i capelli lunghi
fumo e salvia venivan da sotto
la sua ultima parola è stata Ti amo
Come la fine. Perché lo era.
[fine parlato]

Butta fuori il fiato, amore
Quando la smetterai di uccidermi?
Domani. Ecco quando
Tutto è, oppure sta diventando
finché non smette di provarci

Pesca la carta adesso
anche se è già troppo tardi
Le mie cicatrici non si vedono
non si sono mai viste

Questa è la mia fine
e nessun altro può scriverla

Testo di Luigi Fulignot · Musica di Suno AI